A cura di Raimondo per Niente Barriere
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| Anfibi dell'esercito americano - © Ocean/Corbis |
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NEGLI ULTIMI 30 ANNI ![]() |
| immagine di un tumore ai polmoni |
carlo ruta Carlo Ruta è il protagonista di una faccenda che ha davvero l'aggettivo di grottesco. Il suo blog (http://www.accadeinsicilia.net/) 4 anni fa è stato chiuso a causa di una denuncia per diffamazione. Carlo non si è dato per vinto e ha trasferito tutti i contenuti del sito su un server americano e ha fondato un nuovo sito (http://www.leinchieste.com/prima_pagina.html), sempre su server "Made in USA", dove continua le sue battaglie contro il malaffare della sua terra natìa: la Sicilia.Tutto questo non deve esser piaciuto alle persone a cui ha pestato i calli e incredibilmente lo scorso 8 maggio, il Tribunale di Modica, lo ha condannato per il reato di «stampa clandestina», ovvero per non aver registrato in Tribunale e in Italia il suo Blog!«E’ la prima volta in Europa che un blogger viene condannato per stampa clandestina, un reato penale, retaggio del fascismo, che punisce con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a euro 250 “chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodico senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall’art.5”. Ricevo solidarietà perchè tutti i blog sono a rischio» commenta Ruta, che è da anni, lui e tutta la sua famiglia sono oggetto di minacce mafiose.«Gulag Sicilia», il titolo del suo libro sull’omicidio di Giovanni Falcone edito da Rubbettino, ha ricevuto 25 denunce per diffamazione ma come lui stesso dichiara: «ho vinto quasi sempre perchè ero ben documentato, sebbene le procure di Modica, Ragusa, Messina e Catania in questi anni abbiano fatto di tutto per screditarmi».La condanna di Carlo Ruta ripropone dunque con prepotenza, la questione della libertà di espressione e dell'obbligatorietà della registrazione in tribunale dei blog, in quanto considerati stampa di informazione.